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Arte e sostenibilità: l'intervista a Eleonora Serra

di Nadia Lucia Cerioli

Le mille sfaccettature e declinazioni della sostenibilità riguardano tutti gli ambiti della vita, da quelli produttivi fino ad arrivare alla cura della propria persona, che si può tradurre in ricerca del benessere fisico

ma anche psichico.



Già nell’articolo di Elisa Colangeli, infatti, abbiamo iniziato a capire come l’arte in genere, e soprattutto l’espressione del sé attraverso l’arte, generi sensazioni positive contribuendo a coltivare il nostro benessere psichico.



Se a ciò, come nella nostra mission, uniamo la traduzione in chiave sostenibile dell’atto creativo, possiamo dire di aver chiuso il cerchio fra il sé e il mondo, in un circolo virtuoso di positività.


È in questa chiave che abbiamo intervistato Eleonora Serra, pittrice di Reggio Emilia, che oltre a creare opere d’arte ad acquerello di estremo interesse, realizza anche corsi e videolezioni per diffondere l’utilizzo di questa tecnica pittorica, mostrando un mondo assolutamente interessante e ricco di sfumature.


Ci illustri brevemente il tuo percorso artistico?


Ho amato disegnare fin da piccola, ma non mi piaceva colorare e, a 20 anni, ho smesso anche di disegnare a matita perché lavoravo e studiavo all'Università. Ho un percorso di studi scientifici che non ha niente a che vedere con l'arte.

Verso i 30 anni ho acquistato una scatola di acquerelli e alcuni manuali che ho usato un paio di volte e tirato fuori 10 anno dopo, per gioco.... Non mi sono più fermata, sono ormai 5 anni che gli acquerelli hanno preso sempre più parte nella mia vita e hanno riempito le mie giornate buie di colore e luce. Penso che ci siano cose che maturano in noi senza che ne siamo coscienti, ma al momento giusto emergono con prepotenza e non possiamo ignorarle e farne a meno.


La sostenibilità ha diverse declinazioni: etiche, ambientali, sociali. Quali di queste e in che modo le inserisci nelle tue opere?


Dipingo prevalentemente paesaggi, dai campi di papaveri alle onde del mare, con particolare attenzione alla luce e al cielo. La bellezza che madre natura ci offre è sotto gli occhi di tutti, anche nelle nostre città piene di cemento. Con i miei scorci, cerco di riportare l'attenzione di chi osserva sulla serenità e la meraviglia che abbiamo in dono e che

dobbiamo conservare intatte, con i nostri piccoli gesti quotidiani. Inoltre, il tema dell'inquinamento è oggetto di crescente attenzione anche da parte delle aziende che producono materiale per artisti e si stanno diffondendo sempre più formule di colori prive di metalli pesanti (senza Cadmio, ad esempio) o con l'utilizzo di sostanze non derivate da animali. C'è ancora moltissimo da lavorare su questo fronte, ma si stanno facendo grandi passi anche per chi usa medium diversi dagli acquerelli, come ad esempio colori a olio solubili in acqua e che si tolgono dai pennelli senza uso di solventi come l'acqua ragia, pur senza perdere le caratteristiche del colore tradizionale.


Credi che anche attraverso le realizzazioni artistiche si possano veicolare efficacemente messaggi di attenzione all’ambiente?

Sono tante le iniziative a livello artistico che hanno come tema l'ecologia e l'ambiente, dalle classiche giornate mondiali degli oceani o delle api declinate in chiave artistica (mostre, installazioni artistiche, etc.)  a quelle locali per sostenere iniziative legate alla salvaguardia di un singolo territorio. L'artista è in grado di veicolare questi messaggi in maniera molto forte ed evocativa e persino provocatoria, andando a suscitare in chi guarda un'emozione molto forte che spesso arriva dove le parole non trovano la strada. La comunicazione non verbale degli artisti è un bene prezioso che deve essere utilizzato per sensibilizzare la collettività soprattutto sui temi ambientali.


Quali pensi siano i messaggi di sostenibilità che veicoli attraverso la tua attività artistica?

Al di là del messaggio etico, la sostenibilità si vede soprattutto con una serie di atteggiamenti concreti. Ad esempio, la carta asciuga tutto, che uso per pulire il pennello mentre dipingo, proviene da quella già usata in cucina, che riutilizzo

più e più volte per questo scopo; in alternativa, ho una spugna o uno straccio che lavo e uso solo per dipingere.

Ancora, raccolgo l'acqua di risciacquo delle verdure o della frutta nei barattoli di vetro vuoti, così li ho sempre pronti per dipingere, senza sprecare acqua potabile. Se possibile, inoltre, riutilizzo anche i più piccoli ritagli di carta da acquerello anche per le prove colore, test, piccoli schizzi che vanno poi a decorare album e diari o l'agenda del lavoro.

Dall'altro lato, ci sono i legami con artigiani del settore che producono oggetti per artisti con materiali di riciclo, come taccuini che montano carta cotone professionale, ma che hanno come involucro copertine fatte con il cartone dei pacchi di cartone e ritagli di stoffe che andrebbero ad aumentare l'inquinamento da vestiario. Lo stesso per

astucci e portapennelli fatti a mano, sempre con materiali di recupero, senza plastica e destinati a durare a lungo.

I miei pennelli sono tutti sintetici, imitano perfettamente il pelo degli animali e hanno spesso prestazioni molto superiori e costi più contenuti. Le mie palette per i colori sono in legno o metallo, le tavolozze in ceramica, anche i semplici piatti vanno benissimo. Le belle arti sono da sempre un hobby molto costoso non solo per il materiale indispensabile (carta, pennelli e colori) ma anche per tutto l'indotto e gli accessori. Tuttavia, soprattutto per questi, è davvero possibile usare un po' di fantasia e i materiali che abbiamo intorno per coltivare una passione che ci regala grande soddisfazione... Con beneficio anche del portafogli!


Cosa senti di consigliare a chi vuole approcciare un nuovo modo, sostenibile appunto, di fare arte?

Mi sento di dire innanzitutto che, prima di partire con acquisti costosi di materiale, è bene informarsi su quello che il mondo dell'arte ha da offrire:  non solo sui siti delle aziende produttrici, ma anche sui social e YouTube si trovano tantissimi artisti che offrono gratuitamente recensioni oneste su tanti aspetti, compreso l'impatto ambientale, e poi

fare la scelta più in linea con le nostre possibilità e il nostro sentire etico e morale. Su mercati dell'usato si possono acquistare molti materiali ancora nuovi che giacciono a casa di persone che non sanno cosa farsene.

Inoltre, e questa è la cosa più importante,  dobbiamo pensare che la scelta del medium (che siano colori a olio o gli acquerelli, la umile grafite o la comune BIC a 4 colori) deve essere quello a noi congeniale, che ci viene naturale e che ci permette di ritrovare serenità nelle nostre vite caotiche: per me dipingere è una forma di meditazione, in cui mi concentro sulle emozioni e le lascio fluire su carta. Non dobbiamo, infatti, dimenticare  un'altra accezione della parola sostenibile: dobbiamo trovare una forma di creatività , qualunque essa sia, praticabile senza affanno all'interno delle nostre vite e dei nostri ritmi. L'arte può aiutarci a ritrovare noi stessi, a rimettere in fila le priorità e a farci trovare nuove

energie, ma che non vada ad aggiungere altro stress. Anche un momento di 10 minuti soltanto, e nemmeno tutti i giorni, sarà per noi un valore inestimabile.

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