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GiraLaModa Italia: quando la moda circolare è sinonimo di tendenza

L’intervista a Ramona Cestiè

di Gioia Belardinelli 


La moda circolare rappresenta un approccio al design, alla produzione e al consumo di abbigliamento che mira a ridurre gli impatti ambientali promuovendo la sostenibilità.

A differenza del tradizionale modello lineare "usa e getta" (take-make-dispose), la moda circolare si concentra su pratiche in grado di estendere il ciclo di vita dei prodotti, riducendo gli sprechi e il consumo eccessivo di risorse.

L'economia circolare, del resto, con i suoi principi di riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo, rappresenta il futuro anche per la moda.


E in questo senso, oggi ho il piacere di presentarvi Ramona Cestiè, un buon esempio di interconnessione tra moda ed economia circolare.

Dopo una una laurea in comunicazione d’impresa e un master in Luxury Management, Ramona capisce che le sue due passioni, la moda e l’interesse specifico per la ricerca e il riutilizzo dei capi di seconda mano, possono fondersi contribuendo a dare nuova vita ai capi di marca.


Allora Ramona, come si struttura il progetto GiraLaModa Italia?

GiraLaModa Italia, progetto concretizzatosi formalmente l’8 dicembre 2022, nasce intorno a un servizio esclusivo a domicilio di svuota armadio e offre l’opportunità di vendere capi e/o accessori che non si utilizzano più; ovviamente i capi devono essere in ottimo stato, con minimi segni di usura e di marca (no fast fashion), tuttavia non ci limitiamo a prendere in considerazione soltanto le situazioni eccezionali, con condizioni di conservazione straordinarie: al contrario, vorrei entrare nella casa di tutti e offrire questa opportunità a chiunque. Può essere un’Elisabetta Franchi come una Gucci.


Tu concretamente cosa fai?

Io mi occupo personalmente di entrare in relazione con chi ha voglia di mostrarmi il suo armadio: mi reco nella casa della persona interessata e faccio una preselezione con una valutazione istantanea; faccio un prezzo minimo sotto al quale non posso scendere e dal prezzo di vendita trattengo il 40%. Per ora la consulenza è gratuita, tuttavia prossimamente - di fronte all’aumento delle consulenze - penso di aggiungere un gettone come rimborso spese per il mio tempo lavoro. 

Poi catalogo tutto e faccio firmare un foglio. I capi vengono lasciati in conto vendita. 

Io ritorno a casa, catalogo e fotografo tutto e metto i capi online con la descrizione, quindi si parte con la fase di vendita.


Nel tuo progetto la parte della sostenibilità è data anche dalla possibilità di far indossare un bel capo a qualcuno che magari non avrebbe la possibilità economica di acquistarlo a prezzo pieno. Allo stesso tempo, in questo modo si riduce la domanda d’acquisto verso attività che non mostrano un approccio sostenibile come spesso accade nella fast fashion.

Sì esattamente, ed è come dare seconda vita a un capo che tu magari non apprezzi più e che invece un’altra persona può indossare a lungo e con soddisfazione.  Rientra sempre in un discorso più ampio di economia circolare. 


Insomma c’è tanto lavoro dietro… 

Assolutamente, tantissimo! Infatti spero che presto potrò permettermi dei collaboratori, anche perché in questa fase mi occupo ancora solo io della spedizione. Se non vendo restituisco il capo e la tempistica la decidiamo con il cliente.


Obiettivi futuri?

Una sede, un punto di incontro di valutazione, partire con la condivisione di contenuti su Instagram e aprire la porta almeno una volta al mese a un luogo fisico dove le persone possano acquistare i prodotti di GiraLaModa. 

Il secondo step sarà l’e-commerce a cui sto già lavorando: penso che per gennaio-febbraio sia pronto. 

E il terzo, sicuramente il più ambizioso, è quello un giorno di espandermi in tutta italia: attualmente infatti l’attività è presente solo a Roma. 

Ah, e ovviamente il mio obiettivo di medio periodo è creare un team GiraLaModa.


E noi di Just Life vi terremo senz’altro aggiornati su tutti gli appuntamenti e gli sviluppi riguardanti GiraLaModa, per ora presente a Roma, ma presto…… 


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