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La prima conferenza green dell’Olgiata Golf Club: BTP GREEN, COMUNITÀ ENERGETICHE e TUTELA DEL VERDE

di Nadia Lucia Cerioli



Qualche settimana fa, il 15 marzo, con Gioia abbiamo partecipato con curiosità e interesse alla conferenza “L’ambiente è la nostra prima dimora. Come lo tuteliamo?” che si è tenuto presso l’Olgiata Golf Club di Roma.


In questa suggestiva cornice immersa nel verde, l'evento, organizzato dall’Associazione RespiriAmo, ha fornito informazioni e spunti interessanti su vari argomenti che ci stanno a cuore, come ad esempio il cambiamento climatico, l’inquinamento dell’aria, la tutela del verde fino ad arrivare ai green bond (le cosiddette “obbligazioni verdi”), che testimoniano il crescente interesse della finanza internazionale per le tematiche della sostenibilità e tutela ambientale.


La dott.ssa Maria Cannata, membro di un Consiglio degli Esperti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e socia fondatrice dell’Associazione RespiriAmo, ha introdotto i lavori illustrando le attività dell’associazione e, successivamente, ha evidenziato l’importanza di salvaguardare alberi e piante per migliorare la qualità dell’aria in ambito urbano, raccontando di un progetto che riguarda la riqualificazione verde di aree di potenziale aggregazione nel tessuto cittadino della Capitale.


La relatrice ha poi approfondito la tematica relativa al nuovo e aumentato coinvolgimento della finanza per l’ambito economico relativo alla salvaguardia dell’ambiente e all’efficientamento energetico: si stima infatti che, dopo i trasporti, questa categoria sia la più importante tra quelle sostenute con l’emissione di strumenti finanziari come i BTP green.


La traduzione in utilizzo pratico di questi strumenti finanziari è stata esemplificata dall’intervento del prof. Leonardo Becchetti, docente di Economia Politica all’Università di Tor Vergata, che ha illustrato con efficacia e chiarezza il tema delle comunità energetiche come volano per il passaggio concreto ad un’economia che contribuisca a raggiungere l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni, soprattutto quelle climalteranti.


Ma com’è possibile tutto ciò?


In realtà, si tratta di ampliare al concetto e all’organizzazione di comunità la riqualificazione energetica, con produzione da fonti rinnovabili, degli edifici: in una siffatta tipologia di organizzazione, questi diventano dei prosumer, ovvero dei consumatori che partecipano attivamente alle diverse fasi del processo produttivo. Le modalità per tradurre tutto questo in azioni concrete possono spaziare dall’autoconsumo semplice, all’autoconsumo collettivo in condominio fino ad arrivare alla creazione di vere e proprie comunità energetiche, cioè reti di soggetti che cooperano con lo scopo di transitare a forme di produzione e autoconsumo energetico più sostenibili.


La storia delle comunità energetiche in Italia parte da lontano: infatti, le prime comunità, di tipo idroelettrico, nacquero già all’inizio del ‘900. Mentre ad oggi, in varie parti della penisola, si contano diversi esempi di consorzi di produzione di energia da fonti rinnovabili, con un milione di utenti stimati, che testimoniano l’inizio di un percorso virtuoso che ci auguriamo possa essere esteso a tutto il Paese, visti gli evidenti benefici delle comunità energetiche, come ad esempio:

  • autoconsumo senza sostenere i costi dell’energia prodotta;

  • surplus di energia non consumata cedibile al gestore della rete, che la rivende ad un costo inferiore;

  • remunerazione con tariffa governativa della percentuale di energia che si produce e consuma.


Esempio peculiare di prosumer è stato poi illustrato dal Commissario del Mose, l’architetta Elisabetta Spitz, che ci ha raccontato di un interessante progetto per il quale la famosa installazione della laguna veneziana, producendo energia da fonti rinnovabili in eccesso rispetto al proprio fabbisogno di funzionamento, può trasferirla in uso al porto e ai comuni limitrofi che, fra l’altro, si stanno organizzando per creare a loro volta una propria comunità energetica locale.


In quest’ottica, il successivo intervento del Presidente del Parco di Veio, dott. Giorgio Polesi, ha messo in luce che, anche all’interno di questo territorio sottoposto a tutela ambientale a livello regionale nonché sito di interesse comunitario, l’argomento dell’efficientamento energetico è stato e viene affrontato promuovendo l’istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni che si trovano nell’area.


La conferenza si è chiusa ritornando a sottolineare l’importanza della corretta gestione e tutela del verde, con particolare riferimento alla migliorata e speciale manutenzione delle alberature presenti nel Circolo che ci ospitava, intervento a cura del prof. Albero Minelli, docente in materia di parchi, giardini e arboricoltura ornamentale presso l’Università di Bologna.


Le tematiche affrontate sono state interessanti ed esemplificate in maniera efficace e chiara e sono convinta che sia io sia Gioia abbiamo arricchito piacevolmente il nostro bagaglio di conoscenze.


Ricordiamoci che è importante avere una visione ampia e multilaterale quando affrontiamo discorsi di sostenibilità e tutela ambientale, perché solo unendo tante realtà (in questo caso dalla finanza, alla produzione di energia, ai consorzi pubblico-privato, senza dimenticare associazioni e istituzioni) e facendole dialogare in modo costruttivo possiamo pensare di cambiare davvero in meglio il mondo.


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