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La violenza psicologica all’interno di una coppia: cos’è e come si manifesta?

L’intervista alla dott.ssa Laura Giovannini (psicologa)

di Gioia Belardinelli 



Quante volte, specialmente in questo periodo, ci siamo chieste: “Come faccio a capire se ho di fronte una persona potenzialmente pericolosa?”

I fatti di cronaca con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente, oltre a creare sofferenza e rabbia, finiscono anche per destabilizzarci perché ci coinvolgono tutte da vicino. 





In molti casi infatti la persona che commette il crimine è una persona molto vicina alla vittima: parliamo di un partner o di un ex partner, quindi di una persona che abbiamo amato, stimato, a cui abbiamo creduto, confidato i nostri segreti. Insomma la persona, che almeno in una fase del nostro percorso, abbiamo pensato potesse essere accanto a noi per tutta la vita. 

Alla luce di questi avvenimenti la domanda che tendiamo a farci spesso è: “Possibile che non si possano riconoscere i segnali che qualcosa non va prima che accada qualcosa di irrimediabile?”

E poi ci sono tutti quei termini che ultimamente vengono utilizzati spesso e che a volte non riusciamo a comprendere pienamente.


Ecco perché da oggi, con la psicologa Laura Giovannini, andremo a sciogliere alcuni nodi sperando di fare un pò di chiarezza.

Iniziamo con il parlare di una forma di violenza poco evidente all’esterno, perché non lascia segni fisici, ma che è molto subdola e spesso può essere il prodromo della violenza fisica: la violenza psicologica all’interno di una coppia. 


Allora Laura, come si manifesta la violenza psicologica all'interno di una coppia?

La violenza psicologica all'interno di una coppia può manifestarsi in molteplici modi subdoli e distruttivi. 

Spesso si insinua lentamente, e non si presenta in maniera evidente all'inizio di una relazione, ma con il tempo mina la fiducia e l'autostima della persona coinvolta.

Le dinamiche abusive nelle relazioni generalmente seguono un modello ciclico: una fase iniziale di manipolazione della vittima precede una fase di violenza evidente. Questo ciclo vincola la vittima all'aggressore, compromettendo la sua capacità di prendere decisioni autonome. Inizialmente, l'abusante potrebbe creare l'illusione di una relazione speciale, nascondendo così la presenza della violenza psicologica.


Quali segnali indicano la presenza di violenza psicologica?

Alcuni comportamenti dei soggetti abusanti includono:  

  • Critiche costanti e svalutazioni: l'abusante critica e umilia l'altro regolarmente, attaccando ogni aspetto della sua vita o personalità

  • Controllo e isolamento: l’abusante cerca di controllare ogni aspetto della vita del partner, isolandolo da amici o familiari.

  • Manipolazione e minacce: l’abusante usa la manipolazione emotiva o minaccia l'altro con conseguenze negative se non si conforma alle richieste.

  • Ridicolizzazione e sarcasmo: l’abusante usa il sarcasmo o deride pesantemente l'altro per farlo sentire inferiore, soprattutto in pubblico e in modo sgradevole e inopportuno, generando insicurezza e senso di inferiorità.

  • Accuse, negazione, invalidazione e trascuratezza emotiva: l’abusante colpevolizza il partner, invalida le sue esperienze, causando confusione e senso di non validità, ignorando i sentimenti o le sofferenze del partner.

  • Disprezzo e mancanza di rispetto: l’abusante manifesta disprezzo o indifferenza nei confronti delle emozioni o dei bisogni dell'altro.

  • Minacce esplicite o velate: l’abusante minaccia di farsi del male o ferire l'altro in caso di mancata conformità.

Questi comportamenti, variabili in frequenza e intensità, raramente si manifestano come singoli episodi. La violenza psicologica è ricorsiva, intensificandosi nel tempo e seguendo un ciclo di tensione, esplosione e riappacificazione, il che amplifica l'impatto psicologico sulla vittima, sempre più intrappolata nell'ambito dell’abusante.


La violenza fisica è anticipata da episodi di violenza psicologica?

Sì, la violenza psicologica spesso precede la violenza fisica nelle dinamiche relazionali disfunzionali. È come se ci fosse un continuum di violenza: la violenza psicologica, caratterizzata da comportamenti subdoli e ricorrenti nel tempo, può evolvere verso la violenza fisica in alcune circostanze, anticipandola o coesistendo con essa.

La violenza, che può inizialmente manifestarsi attraverso il canale verbale o psicologico, in certi casi diventa fisica e anche sessuale. 

 

Che impatto ha la violenza psicologica sulla vittima?

Sia la violenza fisica che quella psicologica lasciano segni indelebili sulla salute mentale, infatti:

  • Riducono notevolmente l'autostima e danneggiano l'immagine di sé, innescando sensi di colpa per non aver reagito o per non essersi opposte efficacemente e generano un senso di inferiorità rispetto ad altre donne che sembrano essere rispettate.

  • Favoriscono la percezione di vulnerabilità e debolezza, creando una sensazione di incapacità nel proteggersi.

  • Portano spesso all'isolamento, poiché molte persone tendono a nascondere gli abusi dal contesto familiare e sociale.

  • Possono creare condizioni favorevoli allo sviluppo di disturbi psicologici, come la depressione, a causa del peso emotivo e delle tensioni costanti.

Non sempre la violenza psicologica sfocia in violenza fisica; spesso i vari tipi di violenza si manifestano singolarmente, ma sono anche combinati tra loro. È essenziale trovare modi per proteggersi o uscire da queste situazioni prima che la violenza si manifesti fisicamente.

L'intervento tempestivo per affrontare la violenza psicologica è cruciale per interrompere il ciclo abusivo e preservare la sicurezza e la salute di coloro che ne sono coinvolti. La prevenzione e l'intervento giocano un ruolo fondamentale nel contrastare la progressione verso la violenza fisica all'interno delle relazioni abusive.


Come fa una vittima di violenza psicologica ad accorgersi che la sta subendo?

Le sensazioni della vittima possono essere indicatori per riconoscere la violenza psicologica. Ecco alcuni segnali emotivi che si potrebbero provare:

  • Dubitare di sé stessi: se una persona che prima era sicura di sé comincia a sentirsi insicura e a dubitare delle proprie capacità e identità, potrebbe essere un segno preoccupante.

  • Perdita di identità: la sensazione di essere diventati ciò che il partner vuole piuttosto che restare autentici può essere un forte segnale di controllo e manipolazione.

  • Confusione e indecisione: un cambiamento nell'approccio alla presa di decisioni, passando da una certa sicurezza a una confusione e indecisione, può essere indice di manipolazione psicologica.

  • Ansia ed affaticamento emotivo: sentirsi costantemente ansiosi ed emotivamente esausti, a differenza di uno stato precedente di serenità, può essere una conseguenza della tensione emotiva derivante dalla violenza psicologica.

  • Reazioni di rabbia verso sé stessi o il partner: la presenza di frequenti reazioni di rabbia, indirizzate sia verso sé stessi che verso il partner, può essere un sintomo di stress emotivo.

Altri segnali, come la dipendenza emotiva dall'abusante nonostante il dolore subito o i sentimenti contrastanti (desiderio di lasciare la situazione ma anche provare affetto o pietà per l'abusante), sono indicatori importanti di una relazione dannosa.

Queste sensazioni, se presenti nella vittima, possono essere indicatori di un ambiente relazionale dannoso. È importante prestare attenzione a questi segnali e offrire supporto e risorse alla vittima per aiutarla a riconoscere la situazione in cui si trova e trovare il coraggio di chiedere aiuto.


Quindi ascoltiamo di più le nostre sensazioni e chiediamo aiuto, ad esempio ad una psicoterapeuta, in caso di insorgenza di malesseri all'interno di una relazione.

















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