Bellezza su misura: come scegliere il trattamento giusto
Dalla prevenzione alla medicina estetica: costruire un percorso personalizzato per valorizzare la propria bellezza, senza rinunciare a naturalezza e identità.
di Gioia Belardinelli

Dopo aver parlato di bellezza, benessere e longevità, il nostro percorso con il dottor Enzo Ventucci entra nel vivo. In questa seconda intervista affrontiamo una delle domande più frequenti per chi si avvicina alla medicina estetica: da dove si comincia e come si sceglie il trattamento più adatto?
Non esiste un trattamento valido per tutti. Esiste una persona, con caratteristiche, desideri, proporzioni, storia e aspettative differenti.
Per questo, secondo il dottor Ventucci, il punto di partenza non dovrebbe essere il trattamento visto sui social o scelto perché ha funzionato per qualcun altro, ma la valutazione della persona nella sua globalità.
Dalla conoscenza dell’anatomia del volto alla prevenzione, dalla medicina estetica alla possibilità di un approccio chirurgico quando necessario, questa seconda conversazione ci accompagna dentro il concetto di bellezza su misura.
Dottor Ventucci, oggi la medicina estetica offre moltissime possibilità. Da dove si dovrebbe partire quando una persona decide di prendersi cura del proprio aspetto?
Il primo passo, a mio avviso, dovrebbe essere sempre una valutazione medica. Prima ancora di pensare a un trattamento, è importante capire che cosa desidera realmente il paziente e quali aspetti vorrebbe migliorare.
La medicina estetica non dovrebbe partire dalla domanda “Che trattamento posso fare?”, ma da “Di cosa ho realmente bisogno?”. L’obiettivo è costruire un percorso ragionato, rispettando la fisionomia, l’età e le caratteristiche individuali della persona.
Quanto è importante costruire un percorso personalizzato, invece di scegliere semplicemente un trattamento perché lo si è visto sui social o lo ha fatto qualcun altro?
È fondamentale. Ogni volto è diverso e quello che può essere indicato per una persona può essere completamente inadatto per un’altra.
I social possono essere utili per informarsi, ma non possono sostituire una valutazione professionale. Vedere il risultato ottenuto da qualcun altro e desiderare lo stesso trattamento non significa che quel trattamento sia adatto alle proprie caratteristiche.
Per questo preferisco parlare di percorso personalizzato: si parte dalla persona e non dal trattamento.
Quali sono gli elementi che valuta per capire di cosa ha realmente bisogno un paziente?
Valuto innanzitutto la struttura del volto, la qualità e le caratteristiche della pelle, le proporzioni, la mimica e l’equilibrio complessivo dei lineamenti.
Ascolto poi molto attentamente le richieste e analizzo le aspettative del paziente. È importante capire che cosa lo porta a richiedere un trattamento e quale risultato immagina di ottenere.
Infine, considero l’età, lo stile di vita, eventuali trattamenti già effettuati e la situazione clinica generale. Tutti questi elementi permettono di stabilire se sia indicato intervenire e con quale tecnica. Ovviamente poi agisco sempre nel rispetto dell’armonia.
Lei è un chirurgo maxillo-facciale: quanto conta la conoscenza dell’anatomia del volto nella scelta e nella realizzazione di un trattamento estetico?
Conta moltissimo. La conoscenza dell’anatomia permette di comprendere meglio le caratteristiche di ogni volto e di eseguire i trattamenti con maggiore consapevolezza e sicurezza.
Per me è proprio questa conoscenza anatomica che permette di non considerare il singolo inestetismo isolatamente, ma di inserirlo nell’equilibrio complessivo del volto. Oggi sempre più si parla di trattamento “full face”, proprio perché la freschezza del viso non dipende da una singola subunità estetica.
Prevenzione e medicina estetica possono andare di pari passo? E qual è il momento giusto per iniziare a prendersi cura della qualità della pelle e dei primi segni del tempo?
Sì, prevenzione e medicina estetica possono andare perfettamente di pari passo. Anzi, oggi il concetto di medicina estetica si sta spostando sempre più dal “correggere ciò che è già comparso” al preservare nel tempo la qualità e l’equilibrio della pelle.
Non esiste un’età uguale per tutti in cui iniziare. Dipende dalle caratteristiche individuali, dalla genetica, dall’esposizione solare, dallo stile di vita e dalla qualità della pelle.
Il momento giusto non è necessariamente quando compaiono le prime rughe: è quando iniziano a manifestarsi i primi cambiamenti della qualità cutanea o quando la pelle è esposta a fattori che accelerano l’invecchiamento, soprattutto raggi UV, fumo e stress ambientale. La fotoprotezione, per esempio, è considerata il fondamento della prevenzione dell’invecchiamento cutaneo.
Ovviamente ogni età ha dei trattamenti più indicati e nel corso delle nostre interviste li analizzeremo più nel dettaglio.
Oggi si parla molto di risultati naturali. Che cosa significa, concretamente, valorizzare un volto senza stravolgerlo?
Significa, prima di tutto, mantenere l’identità della persona.
Un buon risultato estetico, secondo me, non dovrebbe essere immediatamente riconducibile a un trattamento. L’obiettivo non è rendere tutti uguali, ma migliorare alcuni aspetti mantenendo armonia, proporzioni e naturalezza.
A volte un risultato efficace è proprio quello che non si nota come “intervento estetico”, ma che fa apparire il volto più equilibrato e la persona più soddisfatta della propria immagine.
La mia filosofia nella medicina estetica è: poco e possibilmente con maggiore frequenza, proprio perché dobbiamo prenderci cura di noi stessi sempre e non quando ne vediamo la necessità.
Filler, tossina botulinica, biostimolazione, biorivitalizzazione, peeling, fili: come orientarsi tra possibilità così diverse?
È proprio qui che diventa importante il ruolo del medico. Non esiste un trattamento universalmente migliore: esistono trattamenti diversi, con indicazioni e obiettivi differenti.
Il filler, ad esempio, può essere utilizzato per intervenire sui volumi e sulle proporzioni; la tossina botulinica agisce principalmente sulla componente muscolare e sulla dinamica delle rughe; altri trattamenti possono essere maggiormente orientati alla qualità e alla texture della pelle.
La scelta dovrebbe quindi essere fatta sulla base dell’analisi del volto e dell’obiettivo da raggiungere, dell’età e dell’invecchiamento cutaneo del paziente e non sulla popolarità del trattamento del momento.
Quanto è importante spiegare al paziente non solo che cosa si può fare, ma anche quali risultati è realistico aspettarsi da un determinato trattamento?
È una parte fondamentale della visita. Il rapporto medico-paziente deve basarsi sulla chiarezza e sulla trasparenza.
Prima di un trattamento bisogna spiegare che cosa possiamo realisticamente ottenere, quali sono i limiti della procedura, quali possono essere i tempi necessari e quali eventuali effetti indesiderati possono verificarsi.
Non promettere risultati irrealistici è una forma di rispetto nei confronti del paziente. Il nostro compito non è semplicemente eseguire una richiesta, ma aiutare la persona a comprendere quale sia il percorso più appropriato.
E quando invece un trattamento non chirurgico non è sufficiente? Come si valuta il passaggio verso un approccio chirurgico?
Anche in questo caso è fondamentale una valutazione individuale.
Ci sono situazioni in cui un trattamento non chirurgico può migliorare determinati aspetti, ma non può correggere in maniera significativa alcune modificazioni strutturali o un eccesso di tessuti.
Quando il risultato che il paziente desidera non è realisticamente raggiungibile con la medicina estetica, è corretto spiegare anche la possibilità chirurgica, senza considerarla necessariamente come un’alternativa “più forte”, ma semplicemente come una procedura con indicazioni diverse.
La decisione deve essere presa insieme al paziente, dopo aver valutato benefici, limiti, rischi e aspettative.
Se dovesse dare un consiglio a chi sta pensando per la prima volta di avvicinarsi alla medicina estetica, quale sarebbe?
Il mio consiglio è di non aspettare che i segni del tempo siano già evidenti per iniziare a prendersi cura di sé e di non avere paura di risultati innaturali.
La prevenzione, secondo me, è uno degli aspetti più importanti della medicina estetica: iniziare presto permette di accompagnare nel tempo i cambiamenti del viso con interventi graduali e rispettosi.
L’attuale medicina estetica, orientata sempre più verso la medicina rigenerativa, non mira a trasformare il volto ricorrendo a procedure invasive, bensì a mantenere l’individualità del paziente, ripristinando proporzioni, luminosità e volumi che con il tempo si sono persi.
UNA BELLEZZA CHE PARTE DALLA PERSONA
La seconda tappa del nostro percorso con il dottor Enzo Ventucci ci restituisce quindi un’idea precisa: la medicina estetica non dovrebbe essere una ricerca del trattamento più popolare, ma un percorso costruito sulla persona.
Anatomia, proporzioni, qualità della pelle, età, stile di vita, aspettative e desideri entrano nella valutazione per arrivare a un risultato che non cancelli l’identità, ma la valorizzi.
Ed è proprio da qui che partirà il prossimo capitolo della nostra collaborazione: entrare nei trattamenti, conoscerli più da vicino e capire che cosa possono fare, quando possono essere indicati e quali risultati possiamo realisticamente aspettarci.
Perché conoscere le possibilità significa anche imparare a scegliere con maggiore consapevolezza.
DOTT. ENZO VENTUCCI
Chirurgia maxillo-facciale · Medicina estetica · Chirurgia estetica del volto
Una visione della bellezza che parte dalla conoscenza dell’anatomia e dall’ascolto della persona, per costruire percorsi personalizzati orientati a naturalezza, armonia e valorizzazione dell’identità.
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