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Obiettivi Agenda 2030: a che punto siamo?

di Nadia Lucia Cerioli


e di quanto sia importante la loro attuazione per un reale e concreto cambiamento globale verso la sostenibilità.



Ma come facciamo a conoscere lo stato di avanzamento dei progressi compiuti dai diversi percorsi di cambiamento che questi obiettivi hanno innescato?



Questo documento, che è alla sua settima edizione, tramite l’elaborazione di 101 indicatori valuta i passi in avanti effettuati dagli SDGs nell’ultimo quinquennio (2016-2021), esaminando anche il contributo che hanno avuto gli effetti della pandemia e la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina.


Ci sono molti obiettivi per i quali l’Unione Europea ha compiuto progressi, più o meno significativi, e sono:


Obiettivo 1: no povertà

La lotta alla povertà ha registrato un buon trend nel 2019, con una generale stabilizzazione nei successivi 2020 e 2021, ed è stata riscontrata una diffusa diminuzione del rischio complessivo di povertà o esclusione sociale in tutta l'Unione europea. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti, è necessario mettere in campo ancora più impegno per poter raggiungere in questo ambito gli obiettivi stabiliti al 2030.


Obiettivo 3: salute e benessere

Anche per quanto riguarda l’obiettivo n.3, ci sono buone notizie, almeno fino a prima della pandemia Covid-19. Infatti, fino al 2019 è stato registrato un aumento dell'aspettativa di vita in buona salute nel nostro continente, che poi ha visto una diminuzione di 0.6 anni nel 2020, imputabile soprattutto ai decessi registrati per il virus.


Obiettivo 4: istruzione di qualità

Si può verosimilmente affermare che l’Europa possa ambire a raggiungere gli

obiettivi previsti per il 2030, con particolare riferimento a quelli che riguardano l'abbandono precoce dei percorsi scolastici e il livello di istruzione terziaria. Positivo è anche l’aspetto che riguarda l'apprendimento nella fascia adulta della popolazione. Dato cresciuto in maniera significativa soprattutto nel 2022.


Obiettivo 5: uguaglianza/parità di genere

Anche per quanto riguarda la parità di genere si stanno compiendo molti passi in avanti. Ad esempio, in ambito scolastico la percentuale femminile ha ormai superato quella maschile per quanto riguarda il raggiungimento dei diplomi di istruzione secondaria e terziaria. E anche in ambito lavorativo la retribuzione oraria delle donne si sta, seppur lentamente, allineando a quella degli uomini. Anche nelle posizioni di comando è in aumento la presenza femminile, con un incremento della percentuale di donne all’interno dei parlamenti nazionali degli Stati Membri dell’Unione o in posizioni dirigenziali nelle aziende.


Obiettivo 8: lavoro dignitoso e crescita economica

A seguito della ripresa del 2021 post pandemia, sono tendenzialmente aumentati PIL e investimenti. Questo aumento ha condotto ad un conseguente incremento del tasso di occupazione comunitario, raggiungendo la percentuale di 74,6% di popolazione europea occupata, e ad un corrispondente decremento della disoccupazione di lunga durata e di giovani Neet (coloro che non studiano né lavorano).


Obiettivo 10: ridurre le diseguaglianze

Anche per l’obiettivo n.10 si registrano importanti progressi: infatti, le disuguaglianze di reddito all'interno dei diversi Paesi Membri e il dislivello di povertà esistente fra le aree rurali e quelle urbane hanno registrato interessanti miglioramenti nel quinquennio 2016-2021.


Obiettivo 16: pace, giustizia e istituzioni forti

In generale, la vita all’interno del continente sembra essere più sicura rispetto al precedente periodo: si registra infatti una diminuzione di aggressioni, percezione della criminalità, violenza e vandalismo.

Nonostante ciò, la percezione dell'indipendenza dei sistemi giudiziari è leggermente peggiorata e l'indice di percezione della corruzione è stabile.


Tutto positivo, quindi?


Purtroppo, no. Quattro obiettivi hanno registrato un andamento negativo.

Ne parliamo nel prossimo articolo.


Continuate a seguirci!







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