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Iper-funzionamento: perché la produttività è diventata misura del nostro valore

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Produttività continua e identità personale

di Gioia Belardinelli



Negli ultimi anni non è aumentato solo il carico di impegni, è cambiato il modo in cui misuriamo il nostro valore.

Non ci definiamo più per ciò che siamo, ma per ciò che produciamo, e quando la produttività diventa parametro identitario, fermarsi smette di essere una pausa e inizia a sembrare una minaccia.

Non è solo organizzazione personale.È un modello culturale interiorizzato.


Dal fare all’essere

C’è stato uno slittamento silenzioso.

L’operatività non è più uno strumento. È diventata identità.

Non diciamo: “Sto lavorando molto. ”Diciamo: “Io sono così, non mi fermo mai.”

Quando il valore personale si lega alla performance, il riposo genera disagio.

La pausa crea senso di colpa e la lentezza viene percepita come inefficienza.


L’architettura della permanenza

Viviamo in un ecosistema che monetizza la nostra attenzione.

Notifiche continue. Aggiornamenti costanti. Stimoli progettati per riattivarci.

Non è una debolezza individuale.È un ambiente strutturato per mantenerci in stato di attivazione costante.

Restare “on” diventa la norma.


Il costo invisibile

Quando l’iper-funzionamento si normalizza:

  • si riduce lo spazio per la riflessione

  • si comprimono i tempi di integrazione emotiva

  • si perde contatto con desideri non performativi

Il rischio non è solo la stanchezza.È l’identificazione totale con il fare.


Ripensare il valore

Forse la domanda non è:“Come posso essere più efficiente?”

Ma:“Chi sono quando non sto producendo?”

In una cultura che premia l’operatività continua, scegliere quando non aderire diventa un atto consapevole.

E forse necessario.

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