Iper-funzionamento: perché la produttività è diventata misura del nostro valore
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Produttività continua e identità personale
di Gioia Belardinelli

Negli ultimi anni non è aumentato solo il carico di impegni, è cambiato il modo in cui misuriamo il nostro valore.
Non ci definiamo più per ciò che siamo, ma per ciò che produciamo, e quando la produttività diventa parametro identitario, fermarsi smette di essere una pausa e inizia a sembrare una minaccia.
Non è solo organizzazione personale.È un modello culturale interiorizzato.
Dal fare all’essere
C’è stato uno slittamento silenzioso.
L’operatività non è più uno strumento. È diventata identità.
Non diciamo: “Sto lavorando molto. ”Diciamo: “Io sono così, non mi fermo mai.”
Quando il valore personale si lega alla performance, il riposo genera disagio.
La pausa crea senso di colpa e la lentezza viene percepita come inefficienza.
L’architettura della permanenza
Viviamo in un ecosistema che monetizza la nostra attenzione.
Notifiche continue. Aggiornamenti costanti. Stimoli progettati per riattivarci.
Non è una debolezza individuale.È un ambiente strutturato per mantenerci in stato di attivazione costante.
Restare “on” diventa la norma.
Il costo invisibile
Quando l’iper-funzionamento si normalizza:
si riduce lo spazio per la riflessione
si comprimono i tempi di integrazione emotiva
si perde contatto con desideri non performativi
Il rischio non è solo la stanchezza.È l’identificazione totale con il fare.
Ripensare il valore
Forse la domanda non è:“Come posso essere più efficiente?”
Ma:“Chi sono quando non sto producendo?”
In una cultura che premia l’operatività continua, scegliere quando non aderire diventa un atto consapevole.
E forse necessario.
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